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"Callas Callas Callas" nella stagione del Teatro Comunale

Lo spettacolo in scena domenica 18 gennaio

Data :

15 gennaio 2026

"Callas Callas Callas" nella stagione del Teatro Comunale
Municipium

Descrizione

 

La Stagione 25/26 del Teatro Comunale di Todi prosegue domenica 18 gennaio alle 18.00 all'insegna della danza: la Compagnia Opus Ballet rende omaggio alla “Divina” Maria Callas con lo spettacolo dal titolo Callas Callas Callas attraverso gli sguardi di tre giovani, e già affermati, coreografi dal linguaggio contemporaneo: Adriano Bolognino, Roberto Tedesco e Carlo Massari. Un titolo che è anche un invito, per lo spettatore, a scoprire o ritrovare la “propria” Callas tra le pieghe di un movimento o la coralità dell'ensemble, tra le sonorità elettroniche o i frammenti di arie celebri disseminati nelle coreografie.

Le tre coreografie: DIVINA è di Adriano Bolognino, gli interpreti sono Giuliana Bonaffini, Ginevra Gioli, Gaia Mondini, Giulia Orlando, Sara Schiavo; STANDPOINTS è di Roberto Tedesco, gli interpreti Giuliana Bonaffini, Emiliano Candiago, Ginevra Gioli, Tommaso Maragno, Gaia Mondini, Matheus Alves De Oliveira, Giulia Orlando, Frederic Zoungla; TOUJOURS LA MORT è una creazione originale di Carlo Massari, gli interpreti Emiliano Candiago, Tommaso Maragno, Matheus Alves De Oliveira, Giulia Orlando, Frederic Zoungla.

«Dotata di "tre voci", è stato detto, per la sua eccezionale estensione vocale. Donna e artista carismatica, voce potente e teatrale per tecnica e abilità nel fondere canto e recitazione, capace di interpretazioni infuocate e coinvolgenti nell'incarnare personaggi femminili seducenti e tragici. Il suo nome è inciso nella storia del melodramma. E non solo. Arte e stile, trionfi e consensi, mondanità e vicende private si sono intrecciati nella vita di Maria Callas, La Divina. L'omaggio della COB Compagnia Opus Ballet ha una particolare valenza per l'originalità che l'ha ispirato: affidare a tre coreografi dal linguaggio contemporaneo, una creazione a serata, che rifletta la loro personale visione della leggendaria artista, senza però volerla raccontare descrivendola. 

Roberto Tedesco amalgama le note di Vissi d’arte sulla partitura musicale elettronica composta da Giuseppe Villarosa dentro la quale mixa anche brani d’interviste e interferenze di voci. È soprattutto nella struttura sonora che il coreografo imprime la sua visione della vita di Callas, quasi un voler predisporre lo spettatore – citando George Balanchine – a “vedere la musica e ascoltare la danza”. Su un ritmo crescente, quasi techno, s’innesta una danza corale che pulsa nei corpi - maschili e femminili, un’unica entità -, rivestiti di stilizzati corsetti rossi e maschere nere a forma di abat jour. Un’estetica che rimanda ai costumi teatrali dell’opera, e a quel mondo della moda del quale Callas, ispirando molti stilisti, è stata anche un’icona. 

Questo divismo fashion lo rimarca nella sua creazione il coreografo napoletano Adriano Bolognino, enfatizzando così il suo “immaginario Callas” anche sotto l’aspetto estetico, unito alla forza, al rigore e all’estrosità della danza. Velocità e ritmo caratterizzano il suo linguaggio. Lo incarnano le cinque danzatrici con una gestualità combattiva che sottende alcuni riferimenti della vita del soprano: il canto, la sua radice greca, la mancata maternità, la storia d’amore tormentata. 

Non interviene, invece, con particolari contaminazioni sonore Carlo Massari nel suo viaggio creativo dell’universo Callas. Con una drammaturgia legata a una componente anche ironica che s’impatta con la dimensione sonora, ad avvolgere l’etere è, dopo averla udita in loop, la voce riconoscibile della cantante nella celeberrima Habanera della Carmen, e più avanti l’Aria delle carte, momento in cui le carte da gioco predicono alla gitana l’avvicinarsi della morte. Ed è questa visione a permeare la coreografia di Massari, con Callas che, nel suo perire fisicamente, vive sapendo della fine che l’attende. Gli applausi che udiamo all’inizio l’accompagneranno a ritroso ripercorrendo il filo della sua esistenza, fino a lasciarci il ricordo della sua voce sublime, dell’artista immortale”.» Giuseppe Distefano


Info e biglietti

È possibile prenotare telefonicamente al Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria 075 57542222, dal lunedì al sabato dalle 17 alle 20. 

Acquisto online sul sito www.teatrostabile.umbria.it

Ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2026, 10:52

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